Preghiera di un povero...in una sera di Natale.

scritto da Stella Marì
Scritto 5 mesi fa • Pubblicato 5 mesi fa • Revisionato 5 mesi fa
0 0 0

Autore del testo

Immagine di Stella Marì
Autore del testo Stella Marì
Immagine di Stella Marì
Una preghiera da un poeta che vive nella trasparenza altrui....
- Nota dell'autore Stella Marì

Testo: Preghiera di un povero...in una sera di Natale.
di Stella Marì

Signore...Dio Padre...Buon Gesù
Tu che sei tra il candido delle nuvole...lassù
ascolta questa mia preghiera
nel Natale di questa Tua ...mia sera
Ti chiedo di preservare in me questa mia ricchezza
che mi preserva dall'affanno della ricca debolezza,
lasciami ancora immerso in questa mia misera  povertà
che mi dà, dello spirito, la ricca libertà.

Non  vorrei diventare, un giorno,  come tanti altri
e regalare alla mia anima solo disastri
curandomi solamente del mio materiale "possedere"
ma lasciami restare in questo mio...nulla avere,
anche se sento forte il freddo dentro questi miei stracci
gli strappi che ci sono sembrano per esso dei passaggi
e i miei piedi anche se non ancora congelati, sono parecchio infreddoliti
anche pittosto sporchi...non certo profumati
dentro queste scarpe dal tempo rovinate
che un giorno, per arrivare da Te, diventeranno alate.

E questi guanti anch'essi sono ormai mezzi strappati,
le mie dita...un pò tanto arrugginite
e queste unghie dall'asfalto...un pò tanto annerite,
anche se dei cibi io sento già il profumo
ancor prima che arda il fuoco e porti a me quel profumato fumo,
sono così ricco, Signore nella mia tanta povertà
perchè possiedo tutto quello che il niente mi dà.

Signore  sono un poeta che non sa...nè leggere nè scrivere,
le mie poesie si perdono dentro questo mio vivere 
nessuno le potrà mai leggere
resteranno nel vento...e Tu...a proteggerle,
Tu sai che di esse sei l'unico lettore, ma in fondo è questo ciò che voglio nel mio cuore.

Vedi mio Dio, mio buon Gesù...e io li sto a guardare
mi passano davanti nel loro correre e farneticare
tutti assorti, frettolosi e anche un pò imbronciati
io ho le mani...ma loro i pensieri arrugginiti,
le loro mani sono chiuse dentro pellati guanti
i loro desideri, perdonami, non sembrano davvero essere bianchi
tutti con la stupida paura che qualcuno arrivi prima
comprando ciò che loro volevano, toglierebbero a sè stessi la stima.

Perdonami buon Dio, quante signore con addosso le pellicce
anche se ho freddo preferisco le mie cose stracce,
non vorrei mai vestire con la pelle di un altro essere vivente
solo per abbellirmi e farmi guardare dalla gente.

Buon Dio tu conosci tutta...la mia totale onestà
quando non prendo una moneta a terra nonostante la mia povertà
perchè di colui che l'ha perduta potrebbe essere l'unica che possiede...l'assoluta
comunque ancora io ti chiedo
di non togliermi quella ricchezza che dentro di me possiedo
lasciando la povertà di questo...mio nulla avere
che mi fa grande il cuore e alla mia anima ogni giorno dà da bere
in tutto quello che non  ho, ho tutto quello che mi serve e fa lo stesso
sono in pace con il mondo, ma soprattuto con me stesso
nel mio vivere io sono sempre pacificamente occupato
senza fretta e senza affanno è il mio stato
Dio Padre, mio Signore...io sono un povero poeta
le mie rime sono, per il mondo, trasparenti come la seta...

Ora ti do la buona notte
come sempre preservami dai ladri e da chi mi dà le botte
perchè non mi rubino quel necessario che ho di materiale
e, con troppi schiaffi, mi mandino prima da Te mio creatore
là dove vedi quel cartone troverai sempre il mio sorriso,
lì mi sono costruito, in terra, il mio angolo di paradiso
e se Tu vorrai...ci rivedremo il prossimo Natale
ti confesso: le mie scarpe rotte non hanno fretta di imparare a volare
buon Natale anche a Te, Gesù bambino
che importa se gli altri mi vedono... anche meschino
auguri a tutti...anche a chi, di me, poi non si cura
del doppio avrà bisogno perchè la sua vita, della mia, è molto più dura.

Amen...
    

Preghiera di un povero...in una sera di Natale. testo di Stella Marì
6